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Direttiva Case Green

Posted by Mondo Immobiliare on 8 Febbraio 2025
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La Direttiva Case Green (EPBD IV, Direttiva UE 2024/1275) è la normativa europea che impone agli Stati membri di decarbonizzare il parco immobiliare entro il 2050. Nel 2026 la situazione italiana è cambiata profondamente rispetto alle previsioni iniziali: il termine di recepimento del 29 maggio 2026 è scaduto senza che l’Italia abbia adottato il decreto attuativo, con conseguente procedura di infrazione da parte della Commissione Europea. Questa guida fa il punto su cosa è confermato, cosa resta in attesa e cosa significa per i proprietari di immobili a Lecce e nel Salento.

1. Cos’è la Direttiva Case Green e qual è il suo obiettivo

La Direttiva Case Green (EPBD – Energy Performance of Building Directive, quarta revisione) è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e fa parte del pacchetto di riforme Fit for 55. Il suo obiettivo è la decarbonizzazione totale del parco immobiliare europeo entro il 2050, attraverso:

  • Riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente
  • Requisiti più severi per gli edifici di nuova costruzione
  • Eliminazione progressiva dei combustibili fossili nel riscaldamento

Un punto fondamentale, spesso fraintesto: la direttiva fissa obiettivi a livello di parco immobiliare nazionale, non un obbligo diretto sul singolo immobile. Non esiste, ad oggi, una norma che imponga al singolo proprietario di raggiungere una determinata classe energetica entro una data precisa.

2. Lo stato del recepimento in Italia a giugno 2026

Gli Stati membri avevano due anni di tempo dall’entrata in vigore della direttiva per recepirla nei rispettivi ordinamenti, con termine al 29 maggio 2026. L’Italia non ha rispettato questa scadenza:

  • Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (PNRE): la bozza, dovuta entro il 31 dicembre 2025, non è mai stata trasmessa alla Commissione Europea
  • Decreto di recepimento: non è stato emanato entro la scadenza del 29 maggio 2026
  • Procedura di infrazione: la Commissione Europea ha aperto una doppia procedura di infrazione contro l’Italia, sia per il mancato invio del PNRE sia per non aver eliminato gli incentivi alle caldaie a combustibili fossili

In pratica, gli obblighi sostanziali della direttiva (requisiti per il residenziale, aggiornamento APE, passaporto di ristrutturazione, impianti solari) restano subordinati alle norme nazionali di recepimento, ancora da emanare.

3. Cosa è già in vigore: lo stop agli incentivi per le caldaie fossili

Una scadenza della direttiva era immediatamente operativa, indipendentemente dal recepimento generale:

  • Dal 1° gennaio 2025: non sono più previsti incentivi pubblici per l’installazione di caldaie autonome alimentate esclusivamente a combustibili fossili
  • Eccezione sistemi ibridi: restano possibili incentivi per sistemi che integrano una caldaia con una pompa di calore o altra fonte rinnovabile
  • Conto Termico 3.0 (in vigore dal 25 dicembre 2025) ha confermato questa linea, eliminando definitivamente gli incentivi per caldaie a soli combustibili fossili

Il divieto di immissione sul mercato di nuove caldaie a gas è fissato al 2040 a livello UE, ma riguarda i nuovi impianti prodotti, non l’uso di quelli già installati.

4. Le scadenze previste per i nuovi edifici

La direttiva prevede, salvo modifiche in fase di recepimento nazionale:

  • Dal 1° gennaio 2028: i nuovi edifici pubblici dovranno essere a emissioni zero
  • Dal 1° gennaio 2030: l’obbligo si estende a tutti i nuovi edifici, pubblici e privati
  • Pannelli solari: obbligo progressivo dal 2026 al 2030 sui nuovi edifici pubblici e non residenziali, con scadenza al 31 dicembre 2026 per quelli con superficie superiore a 250 mq

Queste scadenze derivano dal testo della direttiva, ma la loro effettiva applicazione in Italia dipende dal decreto di recepimento ancora non adottato.

5. Effetti sul valore degli immobili

Indipendentemente dallo stato del recepimento normativo, il mercato immobiliare sta già anticipando la transizione energetica:

  • Gli immobili efficienti tendono a beneficiare di un “green premium”, un valore di mercato superiore rispetto a immobili comparabili in classe energetica bassa
  • Gli edifici in classe G, F o E, che secondo ENEA rappresentano circa il 70% del patrimonio residenziale italiano, sono soggetti a una pressione crescente sul valore, soprattutto nelle zone ad alta domanda
  • Si configura un mercato a due velocità: immobili efficienti sempre più richiesti, immobili da riqualificare penalizzati nei tempi e nei prezzi di vendita

Direttiva Case Green e Mercato Immobiliare a Lecce e nel Salento

Nel Salento, dove il patrimonio immobiliare storico è in larga parte costituito da edifici in pietra leccese con classi energetiche basse, la situazione normativa incerta non deve essere un alibi per rimandare. Il green premium si manifesta già oggi sul mercato, indipendentemente dal recepimento della direttiva: un immobile ristrutturato con isolamento a cappotto, infissi efficienti e impianti rinnovabili si vende più velocemente e a un prezzo più alto.

Per chi possiede un immobile in classe energetica bassa a Lecce, Porto Cesareo o nelle marine del Salento, conviene agire ora, sfruttando i bonus edilizi 2026 attualmente confermati al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le seconde case, prima di eventuali modifiche legate al recepimento della Direttiva Case Green. Mondo Immobiliare fornisce una valutazione gratuita del potenziale di valorizzazione post-efficientamento per ogni immobile del portafoglio. Contattaci per una consulenza gratuita o esplora le case in vendita nel Salento.

Domande Frequenti sulla Direttiva Case Green 2026

Cos’è la Direttiva Case Green e qual è il suo stato in Italia a giugno 2026?

La Direttiva Case Green (EPBD IV, UE 2024/1275) impone agli Stati membri di decarbonizzare il parco immobiliare entro il 2050. Il termine di recepimento era il 29 maggio 2026, ma l’Italia non l’ha rispettato e risulta in procedura di infrazione UE, sia per il mancato invio del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici sia per gli incentivi alle caldaie fossili non eliminati. Senza decreto di recepimento, gli obblighi sostanziali per i proprietari a Lecce e nel Salento non sono ancora pienamente operativi.

Esiste un obbligo per i singoli proprietari di raggiungere una certa classe energetica entro il 2030?

No. La Direttiva Case Green non impone un obbligo diretto sul singolo immobile, ma fissa obiettivi di riduzione dei consumi a livello di parco immobiliare nazionale. Toccherà alle norme italiane di recepimento, ancora non emanate a metà 2026, definire eventuali strumenti e incentivi per raggiungere questi obiettivi, anche per gli immobili di Lecce.

Cosa è cambiato sugli incentivi per le caldaie a gas dal 2025?

Dal 1° gennaio 2025 non sono più previsti incentivi pubblici per caldaie autonome alimentate solo a combustibili fossili. Restano possibili incentivi per sistemi ibridi che integrano una pompa di calore. Il divieto di immissione sul mercato di nuove caldaie a gas è invece fissato al 2040 a livello UE, ma riguarda i nuovi impianti, non quelli già installati.

Quali effetti avrà la Direttiva Case Green sul valore degli immobili a Lecce?

Gli immobili efficienti dal punto di vista energetico tendono ad avere un valore di mercato superiore, un cosiddetto “green premium”. Nel Salento, dove circa il 70% degli edifici residenziali è in classe E, F o G secondo ENEA, il mercato sta già premiando gli immobili ristrutturati anche in assenza di obblighi di legge definitivi. Mondo Immobiliare Lecce valuta questo aspetto nelle stime per i proprietari.

Cosa dovrebbero fare oggi i proprietari di immobili a Lecce in vista della Direttiva Case Green?

In attesa del recepimento italiano, i proprietari possono comunque agire: verificare la classe energetica attuale con un APE aggiornato, valutare interventi di efficientamento con i bonus 2026 attualmente confermati al 50%/36%, e monitorare l’evoluzione normativa. Anticipare gli interventi conviene comunque, perché un immobile più efficiente vale di più a Lecce e nel Salento indipendentemente dagli obblighi futuri.


Le informazioni hanno carattere generale e sono aggiornate a giugno 2026, in attesa del decreto italiano di recepimento della Direttiva Case Green. Per una valutazione personalizzata della tua situazione, consulta un tecnico abilitato o un consulente qualificato.

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